Primo giorno a Pechino e piazza Tienanmen – Come ci siamo riusciti?
Arriviamo a Pechino. Siamo stanchi dal volo. Controlli veloci e recupero bagagli facile dopo un breve viaggio in trenino (interno all’aeroporto). Troviamo subito la guida (Giuseppe, nome italiano inventato credo per assonanza col nome cinese) che ci accompagna all’auto e verso l’hotel che dista circa 40 minuti di auto. La città sembra molto curata e ordinata, anche se tutto ciò che vediamo tra l’aeroporto e il nostro hotel sono solo di palazzi in schiere e grattacieli.



La macchina è super tecnologica. L’autista nel vano porta bevande ha una sorta di bottiglietta dentro la quale alcune foglie di una pianta che immagino sia tè colorano una brodaglia di rosso. Fuori dal finestrino vedo scorrere degli immensi viali e palazzi che suppongo siano legati in qualche modo agli apparati dello Stato.
Arriviamo in hotel. La hall è molto bella. La stanza piccola ma molto ben pulita.

Primo giorno a Pechino e piazza Tienanmen – Potevamo riposare?
Tecnicamente, rispetto al programma del tour, oggi sarebbe una giornata di ambientamento e attesa. Ma ovviamente non può essere così per noi. Da casa, con un sistema di traduzione casereccio abbiamo prenotato l’ingresso in piazza Tienanmen. Qualunque cosa si faccia in Cina, può essere prenotata con le app (Alipay o WeChat). Sono riuscito a creare un account in Italia in modo casuale (un signore cinese mi ha chiesto delle informazioni e io in cambio mi sono fatto scansionare il QR di WeChat). Mentre io scorrevo pagine di questa app in cinese, con un altro telefono facevamo le traduzioni, e in modo fortunoso abbiamo prenotato l’ingresso per le 17:30.


Folla cinese
Ci andiamo con quello che crediamo sia un buon anticipo ma scopriamo a nostre spese che i controlli per accedere alla piazza sono maniacali e che i cinesi ci tengono molto a vedere l’ammaina bandiera. Inoltre (so che sembra ovvio… ma giuro che non lo è!) i cinesi sono davvero tanti, e sono maestri nel fottere nelle file. Per loro sono il pane quotidiano. Fare la fila per un cinese è come per un italiano ordinare il caffè al bar: un gesto di tutti i giorni. Riescono a superarti con maestria. Ti circondano, ti passano di fianco, ti girano intorno… impossibile fermare questa marea di gente. Occorre adeguarsi. Ridiamo come dei matti. I cinesi, istintivamente, ci piacciono, ci fanno scompisciare. Ognuno poi ha il suo metodo per combattere il caldo: c’è quello che fa la fila a panza nuda (come nei cartoni animati!), la ragazzina con il ventilatore, il ragazzone col una sorta di ghiaccioli poggiati sulla fronte. Ci guardano, mentre siamo sommersi di sudore e circondati da una variopinta umanità, fare con loro una fila immensa.

I controlli prima della piazza
Facciamo due controlli: uno per passaporto e app, uno per passaporto e bagaglio (che non abbiamo fortunatamente). I militari (giovanissimi… cosa comune in Asia ma che ogni volta un pò mi crea tensione) vanno nel panico quando scoprono che non abbiamo il timbro sul passaporto. Ci mettiamo un bel pezzo a spiegargli che rimarremo in Cina più di 15 giorni, e che abbiamo un documento a parte. Gli mostriamo la foto, e si rasserenano. Però l’accendino rimane a loro.
Primo giorno a Pechino e piazza Tienanmen – Finalmente riusciamo ad entrare!
Accediamo alla piazza che è davvero sconfinata, ma sembra buttata lì a caso. Ci sono degli edifici enormi, dislocati quasi senza logica apparente. L’unica cosa che mi sembra davvero bella è la porta della città proibita con il ritratto di Mao. Iconica!






Due bao sotto la pioggia – Che magnifica giornata!
Mentre sta per iniziare l’ammaina bandiera inizia anche a piovere. Cerchiamo riparo in una struttura a lato della piazza. Ne approfittiamo per mangiare i nostri primi due bao e vedere l’abbassamento della bandiera a distanza. Torniamo in hotel che è già buio anche se sono solo le 20. Siamo distrutti di stanchezza, ma il battesimo delle file in Cina è stato fatto! Passeremo il resto della serata in zona. Dobbiamo recuperare un pò di ore di sonno, dopo il lungo viaggio in aereo.




