Segnali di vita, ovvero come provo a riprendermi da un’estate disastrosa
Segnali di vita nei cortili e nelle case all’imbrunire… così cantava Franco Battiato, e da qui mi pare di poter ripartire.
Un blog abbandonato a se stesso è il sintomo di un’anima abbandonata a se stessa
Non lo dice un saggio, anche se mi sarebbe piaciuto quotarla a Tagore o a qualche altro poeta misconosciuto. La verità è che da ieri la mia anima ha ripreso a vedere un pochino di luce dopo un’estate pesantissima. Non la peggiore che ho vissuto, perché purtroppo ne ho viste di peggio.
Inserisco una citazione vera, e da qui parto a raccontare cosa è successo in questi mesi:
La pace viene da dentro. Non cercarla fuori.
Questa è del Buddha. Lungi da me voler dissentire, anzi… PERÒ io ero in pace con me stesso finché vicino a casa mia non hanno aperto un locale che fa karaoke.

Segnali di vita priva di ogni intelligenza ed educazione
Ovviamente il problema peggiore però non erano i cantanti stonati, quando i gestori maleducati, amanti del volume alto e refrattari al rispetto delle ordinanze e delle leggi. Da giugno fino al nostro viaggio ad agosto (santo subito, perché ci ha salvati dal tracollo) e fino a metà settembre siamo stati in balia di questi personaggi. Mi auguro che non succeda più, e ho già preso contatti col mio avvocato per contrastare questa situazione se dovesse ripetersi in futuro.
Cosa ho imparato
In ogni caso: come del maiale non si butta via nulla, così dalle cose della vita occorre sempre trarre un insegnamento (potevo metterla come citazione eheh). Così ho fatto delle riflessioni, con quei pochi neuroni che rimanevano attivi dopo le ore insonni nelle notti estive, seguite da giornate di lavoro sempre più intenso e pesante fino alle ferie.
Riflessione numero 1: è possibile che chi lascia la spazzatura per strada o la brucia possa fornire un servizio decente ai clienti del suo ristorante? Direi proprio di no. Quindi, prima di entrare in un ristorante, se è nella nostra zona, cerchiamo di capire che persona è chi lo gestisce. Chi non ha scrupoli per il luogo che lo ospita e per chi abita nei pressi della sua attività, non può avere a cuore la qualità dei prodotti che serve.
Riflessione numero 2 (questa legata al nostro amato Giappone): quanto è vero che un piatto concentra in sé la cultura del luogo che l’ha prodotto? Ve lo dico io: è verissimo. Un piatto nasce da una terra, che viene lavorata. Il connubio tra il lavoro manuale e la qualità specifica della terra crea la materia prima. L’incontro con le abili mani del cuoco, in abbinamento con altri prodotti che hanno visto un percorso simile, crea la magia, unica e quasi irripetibile fuori da quel contesto.

Dove voglio arrivare? Ve lo spiego subito. Il mio amore per il Giappone nasce alle scuole elementari, ormai piu di 40 anni fa. Il viaggio in Giappone di qualche anno fa (spero di tornare presto!) è stato il culmine di studi privati, di letture di libri, di visioni di film, di serie a fumetti. È stato l’occasione per vedere e toccare con mano la bellezza, il rigore, la serietà, la qualità materiale e morale di un popolo unico. Pensare che uno zozzone qualsiasi possa preparare una cosa che chiama sushi, senza avere quei prodotti, senza avere quella manualità, e senza quelle qualità morali, mi da letteralmente il voltastomaco (se volete capire di cosa parlo, cercate questo documentario!).
Riflessione numero 3 (amarissima), e chiudo: Se dovesse capitarvi una situazione come la mia, non perdete tempo con le forze dell’ordine. Non sono in grado di aiutarvi, non intervengono, e salvo pochi singoli donne e uomini di buona volontà, non troverete aiuto. Fate le dovute segnalazioni, per carità, ma nel mentre andate da un legale. Non c’è altra via.
Finale ottimista, segnali di vita
Rileggendo questo breve post, noto che traspare tutta la tristezza che ho provato questa estate, attenuata solo dal viaggio (in Messico e in Guatemala, che forse vi racconterò), e da alcuni amici che ci sono sempre vicini, nella buona e nella cattiva sorte. Sono piccoli segnali di vita, e di ottimismo, nonostante tutto!
