Ancora Yangon, ancora pioggia
Ancora mezza giornata nella capitale della Birmania, ancora Yangon. E piove, tanto per cambiare. Penso ai tour operator che quando chiamo per prenotare un viaggio in Asia per il mese di agosto mi dicono “guardi che piove”… Ecco, dopo questo viaggio possiamo dire che lo sappiamo benissimo. La pioggia è parte del viaggio, e la Birmania ce lo ha spiegato in modo molto chiaro.


Compagni di viaggio splendidi!
A rivedere le foto della giornata di viaggio, sembra di aver fatto poco o nulla. Nel mio cuore però è stata una bella giornata, una di quelle alle quali ti affezioni. Credo sia dovuto al gruppo di viaggio. Persone splendide, con le quali è stato davvero un piacere condividere la scoperta di una nazione devastata dai conflitti interni, ma davvero magnifica dal punto di vista naturalistico, umano, culturale, architettonico e archeologico.

Che abbiamo fatto dunque in questa mezza giornata, oltre salutare gli amici che ci hanno accompagnato? Abbiamo tentato di vedere le ultime attrazioni della città, cercando di non bagnarci troppo!
Ancora Yangon – Le ultime attrazioni della città
Innanzitutto siamo andati a far compere in una prestigiosa gioielleria che vende oltre ai gioielli anche delle incredibili pietre preziose. Mi annoio dopo 30 secondi, nonostante l’aria condizionata che fa sempre piacere, quindi preferisco uscire e guardare le macchine che sfrecciano davanti allo stabile, e delle persone che passeggiano.


Fatti gli acquisti, a poca distanza da questa gioielleria, percorriamo un lungo viale popolato di eleganti ville. Si tratta di una zona di residenze diplomatiche. La nostra guida, molto filogovernativa, ci dice che “la Signora” (la chiama così) vive proprio in questa zona bellissima, in una di queste magnifiche case con giardini curati ed enormi. Cerca di convincerci che Aung San Suu Kyi viva felicemente nel lusso di queste case, e non prigioniera del regime. Non credo abbia convinto nessuno.
Gioiellerie, templi e monumenti
“Visitiamo” il Chauk Htat Gyi Reclining Buddha Temple. Lo scrivo fra virgolette perchè il sito è chiuso, e vediamo a malapena l’enorme statua del Buddha sdraiato, a causa dei lavori di restauro. Compriamo e liberiamo degli uccellini. Questa usanza asiatica non smetterà mai di far male al mio cuore: gli uccelli vengono messi in gabbia per consentire a chi vuole di comprarne la libertà. Serve per “pulire” il proprio karma. Nella gabbia però sono ammassati, e i più deboli finiscono inevitabilmente per morire. Che strazio!


Continuiamo il nostro tour, e vediamo il Monumento all’Indipendenza, un obelisco bianco alto circa 48 metri circondato da pilastri e fontane nel cuore del Maha Bandula Park.



Sempre qui anche il municipio della città e la chiesa battista neogotica della Sacra Famiglia.
Pioggia incessante a Yangon – Pranzo
La pioggia è incessante, non ha pietà, non ci lascia scampo, almeno per ora. Decidiamo che è giunta l’ora del pranzo. Negli ultimi giorni non sono stato troppo bene, e il mio stomaco si rifiuta di accettare per l’ennesima volta il solito pasto che si è presentato sempre uguale per giorni e giorni. Ho scattato le foto di tutte le pietanze. Che oggi mangerei volentieri!









Ultimi scatti in zona Hotel
Torniamo nel nostro hotel, il ParkRoyal per prendere le valige. Ammazziamo l’attesa facendo dei giretti intorno all’hotel, e scattando le ultime foto. Dobbiamo andare in aeroporto. Per quasi tutti il viaggio finisce qui. Noi abbiamo invece deciso che staremo tre giorni a Bangkok in autonomia, e cercheremo di vedere delle attrazioni culturali specifiche. Sarà il nostro primo vero impatto con questa città, ma questa è un’altra storia, come si suol dire. Addio Birmania!








