In viaggio per Jodhpur

Jodhpur notturna

In viaggio per Jodhpur: Partenza da Udaipur e incontri lungo la via

Partiamo prestissimo. Il percorso che ci conduce fuori da Udaipur è inizialmente  pianeggiante. In pulmino tutti sonnecchiano, mentre io scatto foto dai finestroni, studiando la vita indiana che scorre lungo i bordi mentre siamo in viaggio per Jodhpur.

Strane presenze sull’albero

Quando la strada inizia ad assumere un minimo di pendenza, assecondando una salita lungo delle colline, facciamo la prima pausa. Sugli alberi infatti, nei rami più alti, sembra che qualcuno si sia divertito a lanciare delle buste nere di plastica. Non capisco perché ci siamo fermati, finché non guardo con più attenzione e scopro che si tratta di pipistrelli enormi che dormono all’interno delle loro poderose ali. Uno spettacolo incredibile!

In viaggio per Jodhpur: Pipistrelli enormi
In viaggio per Jodhpur: Pipistrelli enormi

Vite… di strada

Giusto appena  fuori dall’abitato, poco più avanti, su un albero delle bellissime scimmie bianche dal volto nero e dalle lunghe code ci guardano e saltano sul nostro pulmino. Sono affascinato. Non riesco a staccare gli occhi di dosso a queste bellissime creature!  e scatto delle foto come un forsennato.

In viaggio per Jodhpur: Le magnifiche scimmie
Le magnifiche scimmie

Dopo queste brevi soste,  continuiamo nel nostro percorso col pulmino. I lati della strada sono popolati da ogni genere di persona e di gruppi di persone. Ci sono gli studenti, nelle loro uniformi celesti e coi pantaloni marroncini che spuntano da stradine sterrate di campagna e si immettono nella strada principale asfaltata per raggiungere la scuola. Ci sono uomini che guidano moto, gente che guida carri  e carretti, gruppi di religiosi diretti in processione verso chissà dove. Tutto molto colorato, brulicante di vita.

Sheth anandji kalyanji trust

La prima vera tappa della giornata è in uno dei luoghi più belli che abbiamo avuto modo di visitare in tutti i nostri viaggi. Si tratta di un tempio gianinista che si erge dietro una coltre di alberi verdissimi, al quale si accede rigorosamente scalzi attraverso una bella scalinata. Per scattare foto all’interno del tempio è necessario pagare un biglietto specifico. Decidiamo quindi di pagare per la reflex. Le foto di questo luogo sono state scattate quindi non da me ma dalla mia compagna. Il vantaggio di viaggiare in 4 è che possiamo sempre decidere quanto tempo stare nei diversi luoghi, e anche di fermarci in punti non indicati nel programma di massima. In questo caso, trattandosi di un luogo così bella ci prendiamo tutto il tempo necessario per imprimere nella nostra memoria tanta bellezza. Perché è davvero una meraviglia, e anche gli indiani sostengono che una volta nella vita si debba venire a vedere questo tempio.

Sheth anandji kalyanji trust
Sheth anandji kalyanji trust

Tutto l’interno è bianco, diviso quasi in settori con piccole scalinate interne. La struttura viene continuamente lavata, ma con “pipì di vitelline vergini” (cit. la nostra guida) che forma delle pozze dove capita di mettere i piedi scalzi. Ci auguriamo che l’urea disinfetti davvero…

Il santuario della moto

Riprendiamo la nostra strada verso Jodhpur per fermarci in un luogo davvero mitico!

In viaggio per Jodhpur: l'ingresso del santuario
In viaggio per Jodhpur: l’ingresso del santuario

Facciamo tappa presso un santuario senza sapere bene di cosa si tratti. Ne abbiamo già visti di diversi e di spettacolari, ma questo è  particolare, e lo capiamo con una sola occhiata. È dedicato alla moto di un santone che è morto esattamente qui, in un incidente motociclistico. Il suo corpo e la sua moto sono stati trasportati in una cittadina poco distante, ma la moto per ben tre volte, senza che nessuno la guidasse è scomparsa dalla vicina città per ritornare qui dove ora sorge questo frequentatissimo santuario. La storia è curiosamente simile, pur con tutti i distinguo del caso, a quella della Madonnina del mio paese in Sardegna, e la cosa mi sembra subito molto intrigante.

Mentre scattiamo le nostre brave foto, un santone marchia il terzo occhio tutti i compagni di viaggio con della tinta naturale rossa o arancione.

L’arrivo a Jodhpur

La giornata è praticamente tutta dedicata al viaggio. Giungiamo in hotel che è già pomeriggio inoltrato. La struttura è separata dalla strada da un alto muro coperto di rampicanti. Ci è consentito oltrepassare la porta solo dopo i classici controlli antiterrorismo al mezzo e alle nostre borse, con tanto di metal detector. La hall è enorme e bellissima. Tutta la struttura è bellissima, ce ne rendiamo subito conto mentre veniamo accompagnati alla nostra stanza. L’arredamento, i dettagli architettonici, la piscina e i negozietti interni sono di un livello davvero superiore. La stanza è curata come poche ne abbiamo viste finora, non solo in India. Pare che la struttura appartenga ad un giainista che è anche proprietario di una compagnia telefonica e della casa automobilistica “TATA”.

Classica toccata e fuga

In ogni caso, come spesso accade, abbiamo giusto il tempo di posare i nostri bagagli, perché dobbiamo andare a vedere le produzioni tipiche di Jodhpur, la nostra nuova città. Entriamo in uno di quei negozi che mi stupiscono sempre, dove ci sono milioni di oggetti ammassati, tanto che ti chiedi quante generazioni di venditori ci sono volute per mettere insieme così tanta roba. Superata la foresta di deità indiane di ogni dimensione, forma e materiale che sta al pian terreno, scendiamo nel sotto piano attraverso una scaletta stretta per immergerci nelle sete e nei ricami.

Il regno delle pashmine

Non sono certo un esperto di pashmine , ma anche un profano come me si rende conto del fatto che la qualità è davvero alta. I negozianti si vantano di rifornire grandi marchi internazionali, e forse non mentono. Assistiamo per una mezz’ora al classico spettacolo di capi colorati e stoffe offerto a tutti i turisti che capitano da queste parti. E anche stavolta a me sembra comunque interessante.

Cena con vista su Jodhpur

Ceniamo in un ristorante fighissimo! In sottofondo la musica eseguita dal vivo da due musicisti seduti con le gambe incrociate, che suonano melodie tipiche del Rajasthan. Nei piatti mille pietanze da assaggiare e mischiare con tantissime salse e salsine. Una cena ottima. E sullo sfondo abbiamo un castello da mille e una notte.

A proposito: La notte è davvero buia da queste parti. Sembra che il cielo si tinga di inchiostro di colpo dopo il tramonto. Torniamo in albergo a godere di questa stanza super comoda. Anche domani sarà una lunga giornata!